Stefano Miglietti l’Iron Man Bresciano

Testa, cuore e grande volontà, hanno fatto del bresciano Stefano Miglietti un vero e proprio Iron Men. Un uomo in grado di sfidare la natura in condizioni estreme e di ottenere ottimi risultati, alcuni unici al mondo. Stefano nasce nel 1967 ed è padre di tre figli, Davide, Giulia e Anna. Lavora come imprenditore e vive in Franciacorta.

       

“Da sempre ho amato lo sport- ha raccontato Stefano – ho iniziato con il tennis per passare poi al rugby, ed in seguito la smisurata passione per la montagna con l’alpinismo e lo sci alpinismo. Ad un certo punto mi sono reso conto che la mia caratteristica era la resistenza su lunghi percorsi”. Da li la sfida con se stesso a fare sempre di più e ad alzare l’asticella, passando da avventure nella neve fino a meno 40 gradi, per poi attraversare deserti in solitaria a 40 gradi di giorno e a 0 gradi la notte. Alcune di queste imprese per ora, sono state compiute unicamente da Miglietti. L’indistruttibile, mantenendosi in costante allenamento dal 2001 partecipa nel febbraio 2003 a Susitna 100,  una gara podistica invernale in Alaska, con un itinerario  di 160 km tra i ghiacci classificandosi al 5° posto. A dicembre altra impresa:Miglietti in Libia con il supporto dei tuareg, attraversa il deserto del Murzuq (Libia). Partito il 7 Dicembre, il 13 Dicembre Stefano completa l’attraversata dell’arido deserto, percorrendo oltre 380 Km e superando un dislivello di oltre 12.000 metri in meno di 8 giorni. E’ stato il primo uomo al mondo ad avere attraversato l’Erg Murzuq a piedi. Due anni dopo è pronto per nuove avventure: a febbraio partecipa alla competizione Yukon Arctic Ultra, corsa in mezzo ai ghiacci del Canada, piazzandosi al primo posto.  Nel 2006 le imprese di Stefano toccano due deserti egiziani. Il primo il  Great Sand Sea desert  “Gran Mare di Sabbia” in completa autosufficienza con al seguito in un carrettino con ruote dal peso di 95 kg trainato per tutto il deserto con scorte d’ acqua, cibo e le attrezzature di sopravvivenza tra cui un satellitare ed un gps. Ad oggi nessun uomo ha ripetuto l’impresa. A dicembre dello stesso anno è la volta del deserto “Gilf el Kebir” percorrendo un tragitto di 340 Km in soli 3 giorni e 5 ore ad una velocità media oraria di 9 Km/h. Stefano è stato il primo uomo al mondo ad avere attraversato il Gilf el Kebir a piedi. Nel febbraio 2007 si torna al freddo con la Yukon Arctic Ultra che viene vinta da Stefano con l’amico Chicco Ghidoni, stabilendo il record assoluto della gara. Il team “TERRAZ” entra nella storia sportiva italiana. In soli 5 giorni e 6 ore, hanno percorso insieme l’intero tragitto della categoria 300 miglia in condizioni avverse e trainandosi una slitta del peso di 20 Kg. Il termometro in quei giorni registra spesso temperature di oltre -40°C.

A settembre dell’anno successivo, Miglietti attraversa in solitaria il deserto egiziano detto “Kharafish” che divide l’oasi di Farafra dall’oasi di Dakhla. Un terreno di sola sabbia e dune, mai attraversato da nessuno a piedi. Il Kharafish è il quarto deserto attraversato a piedi da Stefano. Questa volta l’attraversata è avvenuta in velocità, riposandosi il meno possibile e marciando anche di notte. Stefano ha coperto l’intero tragitto di 200 Km, in 44 ore. Per qualche anno prosegue gli allenamenti, e nel gennaio 2011 prende parte alla 10 Maratone No Stop nel deserto, stabilendo il nuovo record del mondo.  Stefano percorre 422 Km in 52 ore e 30 minuti. La lunga corsa parte nel Deserto Nero egiziano (Black Desert), attraversa il Deserto Bianco (White Desert) e termina al confine con il Gran Mare di Sabbia (Great Sand Sea Desert). Nel novembre 2012 il recordmen compie una nuova impresa: la depressione di Qattara in Egitto, senza acqua e senza cibo. Il runner attraversa in solitaria la depressione di Qattara in Egitto, dopo 38 ore dalla partenza ha attraversato per intero la depressione correndo per 250 Km senza acqua e senza cibo. Nel novembre 2018 l’attraversata e concatenamento dei deserti di M’Hamid el Ghizlane, con  6 deserti nell’estremo sud del Marocco. In 4 gg e 10 ore attraversa 4 Erg (deserti di sabbia) tra cui l’Erg Smar, Erg Ezzahar, Erg Chegaga e l’Erg Lihoudi, 2 Hammada (estesi plateaux rocciosi), percorrendo parte del tragitto nel letto prosciugato del fiume Draa e attraversando l’arido lago Iriki per un totale di 530 Km. Alcuni deserti attraversati sono completamente senza vita.  Per ottenere simili risultati in condizioni estreme non basta l’allenamento, ma ci vuole testa e tanta determinazione. Stare completamente soli, o vedere persone sporadicamente ci vuole molto coraggio che Stefano ha dimostrato appieno di avere. “Per alcuni deserti- ha raccontato Miglietti- sono stato supportato dalla gente del posto beduini, tuareg o berberi che in posti prestabiliti mi portavano cibo ed acqua. Si sono creati legami ed ammirazione reciproca. Li ammiro perchè con il niente vivono nel deserto. E questo mi ha insegnato ad apprezzare l’essenziale. Il rientro alla mia quotidianità, è frastornante”. Le prove che sostiene il runner estremo sono sfiancanti, e richiedono un grande equilibrio mentale ed allenamento. Ma Stefano è anche tanto cuore “A fine gara- conclude- tolti i costi sostenuti, ciò che avanza dagli sponsor, viene donato in beneficenza”. Per esempio tra le ultime donazioni, quella a Valtrompiacuore di Gardone Val Trompia impegnata a sostenere tra gli ultimi progetti il percorso esterno di riabilitazione cardiologica.

 

 
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