Grazie a Favero, una maschera da snorkeling trasformata in respiratore per i pazienti Covid-19

In tempo di emergenza, un lavoro a più mani per soccorrere chi soccorre, iniziato pochissimi giorni fa. Con gli ospedali allo stremo, ove c’è carenza di tutto ed il personale è sottoposto ad un enorme stress, un’ idea che ha dato un pò di “respiro”.

Viene dal dottor Renato Favero, ex primario anestesista dell’ospedale di Gardone Val Trompia ed è la modifica di una valvola di raccordo da applicare alle maschere Easybreath da snorkeling venduta da Dechatlon per trasformarla in respiratore per i pazienti più gravi affetti da Covid-19. In pochissimi giorni, mente e braccia si sono unite in una corsa contro il tempo:l’idea di Favero, gli ingegneri di Isinnova, Dechatlon, e le aziende produttrici di valvole di raccordo in 3D (valvola Charlotte). “Ho avuto l’idea, vedendo la maschera da snorkeling di Dechatlon- ha spiegato il dottor Favero- e mi sono ricordato di quanto assomigliasse alle maschere utilizzate in ospedale per ventilare i pazienti. Per caso in questo periodo mi è ricapitata in mano la maschera del figlio della mia compagna Patrizia Dente. Sempre lei, mi ha invitato a mettermi in contatto prima con l’ospedale di Chiari che ha ottenuto dalla Isinnova di Brescia componentistica particolare per i macchinari e poi direttamente con l’azienda”. Una bella idea che ha trovato terreno fertile. Il dottor Favero ha esposto agli ingegneri, come andava modificata la valvola preesistente nella maschera. Dechatolon ha concesso che Isinnova studiasse la maschera, e gli ingegneri hanno creato il prototipo della valvola di raccordo, valvola Charlotte da poter applicare.

Il raccordo viene stampato con stampanti in 3D, e per farlo sono state coinvolte diverse realtà del territorio tra cui la Fabbrica d’Armi Pietro Beretta di Gardone Val Trompia ed un’altra quindicina di ditte che hanno risposto all’appello della grande azienda. I disegni della valvola sono gratuitamente scaricabili dal sito Isinnova. Questo perchè i tempi di produzione di ogni valvola sono lunghi (ogni valvola richiede qualche ora) e costosi. Un primo lotto è stato prodotto e consegnato all’ospedale di Gardone ed ora un’altro di 500 pezzi è in arrivo nell’arco delle prossime ore. Si è verificata un’ulteriore difficoltà risolta in pochissimo, Beretta ha lanciato un appello: mancava l’apposita polvere da utilizzare per le stampanti 3D e trovata alla ditta Zare di Reggio Emilia e recuperata in tempi brevissimi, grazie ad un’immensa solidarietà ed un tam tam senza eguali, dove in tanti hanno fatto la loro parte. Mente e braccia si sono unite per ottenere un ottimo risultato. Ed anche se i tempi sono stati brevi, non sono mai mancati i contatti istituzionali con Giancarlo Turati della Protezione Civile. Alle maschere Easybreth Decathlon vengono applicate le valvole di raccordo per collegarle al ventilatore ed in caso le maschere C-Pap in dotazione agli ospedali finiscano, sono utilizzabili le maschere di emergenza di Favero. “Per ora la maschera- ha concluso Favero- è in fase di test in vari ospedali, Gardone,Chiari,Lovere ed in Tunisia e funziona. La maschera ha il compito di ventilare il paziente creando condizioni migliori di respirazione, sia nella fase subintensiva che in intensiva”. Il tutto è stato realizzato non a scopo di lucro: ma per aiutare, chi in questo momento combatte per sopravvivere, lontano da tutti. E per sostenere anche il personale sanitario che lavora in condizioni estreme.

 
Questa voce è stata pubblicata in Eventi, Homepage, Personaggi, Sanità. Contrassegna il permalink.