Gaetano Castiglione: la storia del partigiano siciliano

In occasione del 25 aprile, Anselmo Palini autore di vari saggi, ha invitato attraverso una lettera l’amministrazione di Collio, a ridare al partigiano “Giusto” il suo corretto cognome Gaetano Castiglione, un siciliano vittima a Collio dei nazifascisti.

Siamo a pochi giorni dal 25 aprile, anniversario della Liberazione dal nazifascismo. “Dalla Resistenza attuata dalle forze partigiane – commenta Anselmo Palini- contro il nazifascismo è sorta la Repubblica. Siamo pertanto debitori a tutti coloro che hanno sacrificato la propria vita per offrire a noi un avvenire di libertà e di giustizia. Tra i tanti, vale la pena di ricordare la figura del siciliano Gaetano Castiglione, anche perché da tempo gli abitanti di Collio che risiedono nella via che porta il nome di questo giovane partigiano ucciso dai nazifascisti, la via principale del paese, si trovano sui documenti il cognome scritto in modo errato: Castiglioni invece di Castiglione”. Chi era Gaetano Castiglione? Nasce il 5 novembre 1917 a Castroreale in provincia di Messina. Dopo l’8 settembre 1943, al pari di diversi altri soldati, fugge sulle montagne, stanco della guerra e con nessuna fiducia nella Repubblica di Salò e nelle truppe tedesche che occupavano il centro e il nord Italia. Sulle montagne dell’Alta Valtrompia si unisce ad un gruppo guidato da Pietro Gerola, il comandante “Pierino”. Questo gruppo entrerà nelle Fiamme Verdi, i partigiani cattolici, e prenderà il nome di “Brigata Ermanno Margheriti”, in ricordo del giovane partigiano fucilato, assieme ad Astolfo Lunardi, il 6 febbraio 1944 al poligono di Mompiano. Il 5 settembre del 1944 Gaetano Castiglione, il partigiano “Giusto”, e altri quattro compagni (Augusto Vecchi, Alfredo Negrin, Fausto Dalaidi e Wassili, un combattente russo) si sacrificano per permettere al resto della loro brigata di salvarsi dalle forze nazifasciste. Rimane vivo solamente Castiglione che, ferito, viene fatto prigioniero e portato in paese. Torturato, non rivela dove la brigata si era rifugiata. Così l’8 settembre 1944 viene impiccato sulla via che poi gli è stata dedicata. Gaetano Castiglione verrà insignito della medaglia d’argento al valore militare. “Il 17 marzo del 1995 – racconta Palini- una delegazione guidata dall’allora sindaco Ugo Lazzari era nel duomo di Castroreale (Messina) per il gemellaggio tra questo paese siciliano e Collio, nel nome proprio di Gaetano Castiglione. E a questo giovane siciliano, che ha dato la vita per la libertà, è stato anche dedicato un sentiero sulle montagne dell’Alta Valtrompia, il sentiero Castiglione appunto, inaugurato il 18 luglio 2010 con la benedizione ad opera del vescovo emerito di Brescia, mons. Bruno Foresti, su iniziativa dei comuni di Collio e di Castroreale in collaborazione con l’Anpi di Collio e di San Colombano, le Fiamme Verdi, il gruppo Sentieri della Resistenza, gli Amici dell’Alpe Pezzeda e con l’adesione di Comunità Montana, Cai, alpini e scuole del paese”. “In vista della giornata del 25 aprile, Festa della Liberazione, – sempre secondo Palini- è dunque quanto mai auspicabile che il Comune di Collio corregga nei propri registri e atti amministrativi in Castiglione il cognome del partigiano “Giusto” e faccia pulire e risistemare la targa che nel centro del paese indica Viale Gaetano Castiglione, martire della Resistenza. Castroreale 1917-Collio 1944, Brigata Fiamme Verdi “E. Margheriti””.

Si tratta di piccoli interventi ma dal grande valore simbolico, in quanto indicano che si vuole continuare ad onorare nel giusto modo il sacrificio di questo giovane. E, infine, perché non cominciare a pensare, per il 2024, in occasione dell’80° anniversario del sacrificio di Castiglione, un’iniziativa per rinnovare il gemellaggio Collio-Castroreale proprio nel nome di Gaetano Castiglione?

 
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