Dall’ospedale di Gardone uno spiraglio di luce

Dall’Ospedale di Gardone Val Trompia, una serie di note positive. Dopo le tante manifestazioni di solidarietà nei confronti di tutto il personale sanitario dei giorni scorsi, un’altra bella storia di cui i protagonisti sono i giovani, o meglio un nutrito gruppo di studenti e neo laureati della facoltà di medicina coinvolti attivamente dal primario della chirurgia gardonese Maurizio Ronconi.

In totale, alla “Chiamata alle armi” di Ronconi hanno aderito oltre una quarantina di futuri medici, che hanno iniziato a prestare il loro prezioso operato alla fine di marzo, in piena emergenza Covid-19. “I ragazzi sono suddivisi in due turni- ha spiegato Mauro Ricca direttore medico facente funzione- e prestano il loro prezioso ed impagabile supporto dalle 8 alle 20 ogni giorno sabato e domenica compresi. Questo consente ai professionisti veri e propri di essere impegnanti nelle attività che gli competono” . Inizialmente erano stati impegnati per lo screening i fisioterapisti . Senza l’aiuto di questi volontari, non sarebbe stato possibile partire con il progetto della riabilitazione motoria e respiratoria dei pazienti positivi al Covid-19. I giovani dotati di tutte le protezioni necessarie, si occupano di due attività; lo screening che consiste nel misurare la temperatura a tutti coloro che accedono all’ospedale: pazienti e dipendenti compresi. Inoltre un gruppo, nell’ambito del pronto soccorso si occupa del pre triage: attraverso un questionario degli accessi, ma per il quale sono necessarie competenza ed intuito, “smistano” coloro che vengono ritenuti pazienti destinati al percorso covid (che hanno avuto febbre, raffreddore e tosse ed altri sintomi) da chi accede per altri motivi. Il triage poi passa nelle mani del personale sanitario del pronto soccorso. Il prezioso ed impagabile supporto dei giovani studenti, sarà necessario ancora per un pò di tempo.

L’altra positiva novità è che si sta cercando, gradualmente e con tutte le cautele del caso, di tornare alla normalità. “Infatti – precisa Ricca – proprio il 14 aprile sono stati riaperti 16 posti letto destinati ai pazienti della cardiologia (non covid).A Gardone, stanno diminuendo gli accessi dei pazienti Covid, ed il 15 aprile i ricoverati erano 99 (il 3 aprile erano 140 su 160 posti letto disponibili). Per cui piano per piano stiamo pensando alla riconversione pre covid e con gradualità ed in sicurezza, andremo a riaprire tutte le specialità. Si pensa al reparto di medicina prima e poi entro la fine del mese di aprile, alla chirurgia”. Naturalmente anche durante la fase più acuta della pandemia, alcuni servizi erano rimasti aperti come il laboratorio analisi o gli ambulatori di emergenza per pazienti non covid.

 
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