Christo ed il sogno realizzato del Ponte sul lago d’Iseo

Era il novembre del 2015 quando a Gardone Val Trompia, Christo presentava il suo sogno, che finalmente riuscì a realizzare. L’artista bulgaro americano scomparso il 31 maggio 2020 all’età di 84 anni, storico esponente della land art, presentò “The Floating Piers” un ponte fluttuante sul lago d’Iseo, che ha collegato nell’estate del 2016 (dal 18 giugno al 3 luglio 2016) Sulzano, Monte Isola e l’isola di San Paolo di proprietà della storica famiglia gardonese Beretta.

Ed è proprio grazie ad Umberta Gnutti e Franco Gussalli Beretta che l’artista è potuto approdare con il suo progetto sul Sebino, regalandoci un’opera unica nel suo genere, permettendoci di assaporare panorami e punti di osservazione irripetibili. Seduti sul ponte, nelle caldissime giornate in cui l’opera era percorribile, con i piedi a mollo nel lago e lo sguardo rivolto al muro di cinta dell’isola di san Paolo. Un ponte rivestito di un tessuto arancione: più scuro e simile al color mattone quando era bagnato o tendente al lucente oro con il sole più caldo del mezzogiorno. Colori che hanno ravvivato il lago in modo magnifico. E che ha consentito di far conoscere a livello mondiale, le bellezze del nostro territorio. Che fermento: sia durante l’installazione, che nelle giornate di apertura dell’opera, mi ha ricordato un pò il “Sabato del Villaggio” di Leopardi. Durante la posa dei componenti del ponte, la gente osservava l’avanzare dei lavori da punti panoramici come le colline di Sulzano. L’intasamento perenne ad opera aperta. E la prima volta che ci ho messo piede, che emozione.


Christo fu lungimirante: utilizzò per realizzare l’installazione, aziende locali per la produzione dei componenti del ponte e diede opportunità di lavoro a circa 600 persone coinvolte a vario titolo nel progetto; ma si preoccupò, sensibile al tema ambientale, di come smaltire il ponte galleggiante. Quello che mi ha colpito di più dell’artista, oltre che la sua indubbia genialità è stata la sua semplicità, e dolcezza, di come ha raccontato il suo percorso artistico e personale condiviso dapprima con la moglie Jeanne Claude, scomparsa nel 2009. Una lunga storia d’amore che portò l’artista di origine bulgara insieme alla sua lei, dal 1964 a New York. Nella serata di presentazione una carrellata di immagini riguardanti installazioni realizzate nell’arco di una vita insieme alla moglie, ed aver ricordato che dopo la scomparsa della consorte che gli mancava profondamente, come il confronto per i vari progetti lo facesse con i due nipoti.. Per quanto riguarda “The floating Piers” sul lago d’Iseo, l’artista disse: “Questo tipo di progetto era già stato proposto in altri stati nel 1970, per Rio de la Plata in Argentina o per la Baya di Tokyo qualche anno dopo ma non ottenne le autorizzazioni”. Per il progetto sul sebino, il tutto nasce dall’incontro con Umberta Gnutti e Franco Gussalli Beretta, e qui la scoperta dell’adeguatezza della location su acque calme e tranquille e un isola abitata. A monte un grande lavoro di ricerca di materiali ed ingegneristico, coordinamento logistico, con grande attenzione all’ambiente. “Per realizzare Il ponte fluttuante sul lago- precisò l’artista- ho iniziato ad intessere rapporti già la scorsa primavera, e ho effettuato test per verificare la sicurezza dell’opera a vento e onde sul mar Nero. Saranno 200 mila cubi ad alta densità in polietere estruso ancorati sul fondo del lago in 140 punti con ancore di 3,5 tonnellate di peso. Il tutto verrà poi ricoperto con tessuto industriale che regalerà colorazioni diverse in base alle luce e all’umidità. Tutto il materiale è riciclabile e per la realizzazione del progetto sono state coinvolte aziende locali. Sono stati coinvolti professionisti, ma anche gente comune circa 600 persone. Il passaggio sull’acqua sarà sorvegliato giorno e notte da custodi, garantendo la totale sicurezza sia sui tre diversi percorsi galleggianti che sui passaggi pedonali. Il miglior modo di godersi la passeggiata sarà a piedi nudi. E’ stato scelto mese di giugno per le sue lunghe e luminose giornate e per i più romantici è prevista luna piena”. Si distribuirono 500 mila ritagli di tessuto, lo stesso che ha ricoperto il ponte, affinchè i visitatori potessero dire “io c’ero””. A santa Giulia venne allestita una mostra dedicata all’artista ed alle sue opere, sia con immagini fotografiche sia con modellini. R.I.P. grande artista e grazie per il bel sogno.

 
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