Al via i lavori di restauro al santuario di San Bartolomeo, ma serve aiuto

A Gardone Val Trompia sono imminenti i lavori del primo lotto dei restauri del santuario di san Bartolomeo di Magno di Gardone Valtrompia, di proprietà del comune dal 1928.


Un elicottero trasferirà tutte le impalcature in metallo da montare all’interno della settecentesca chiesetta, da oltre 25 anni custodita e curata dagli alpini del gruppo di Gardone.
«Da cinquant’anni si attende quest’opera di salvaguardia e valorizzazione degli affreschi», come rileva Carlo Sabatti, ispettore onorario per i Beni Artistici e Storici della Valtrompia e della Valsabbia. Con una delibera, l’amministrazione comunale ha delegato l’Associazione Culturale “Valtrompia Storica”, presieduta da Armando Signorini, per realizzare il progetto. La Soprintendenza delle province di Bergamo e Brescia, ha approvato il progetto di restauro, redatto da Romeo Seccamani, notissimo restauratore bresciano, con la collaborazione di Sandro Guerrini. Il santuario di Magno, che sorge a 700 metri sul monte Cimone, in località “Guàrda”, è stato ricostruito dal 1737 al 1742 da Domenico Fiorenza, di origini comasche. Il gioiello più prezioso della chiesa è il ciclo di affreschi di Pietro Scalvini, detto “il Tiepoletto bresciano”. Il costo del primo lotto dei restauri è di 80 mila euro. Ad oggi, sono disponibili 25 mila euro, donati da Eleonora (Noretta) Miselli, vedova dell’industriale Edoardo Racheli, scomparsa di recente, con l’aggiunta di 10 mila euro da parte del Comitato “Restauri san Bartolomeo di Magno”, presieduto da Carlo Sabatti; la somma è stata ricavata dalle vendite delle due edizioni del volume del santuario del 1986 e 1992, generosamente sponsorizzate. Chi volesse sostenere i restauri, può farlo versando all’Associazione Valtrompia Storica Iban IBAN IT 54 Z083 4055 2200 0080 0501 017 (detrazioni al 63%).

 
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